Due possibili profezie di Nostradamus sulle dimissioni di Benedetto XVI

«Vires meas, ingravescente ætate, non iam aptas …ad munus Petrinum æque administrandum».

Due possibili profezie di Nostradamus sulle dimissioni di Benedetto XVI

 

di PierVittorio Formichetti 

 

Le dimissioni annunciate dal papa Benedetto XVI lo scorso 11 febbraio e previste per il 28 febbraio sono sicuramente un evento epocale, sia per la storia della Chiesa cattolica (un simile fatto non accadeva dai tempi del celebre «gran rifiuto» di Celestino V alla fine del tredicesimo secolo), sia per la storia del mondo intero. Come si suppone sia avvenuto riguardo ad altri avvenimenti storici importanti, è possibile ritrovarne un presagio tra le famose profezie di Nostradamus?

Incredibilmente, anche questo clamoroso avvenimento sembra essere stato adombrato dal celeberrimo veggente in almeno due quartine delle sue Centurie*: la quartina 47 della Centuria III e la quartina 19 della Centuria X. La prima dice:

 

Le vieux Monarque déchassé de son regne

aux Oreients son secours ira querre;

pour peur des croix ployera son enseigne,

en Mytilene ira par port & par terre.

 

Il vecchio Monarca scacciato dal suo regno

agli Orienti* andrà chiedendo il suo soccorso;

per paura delle croci piegherà la sua insegna,

in Mitilene andrà per porto e per terra.

 

La seconda quartina dice:

 

Iour que sera par Royne saluee

le iour apres le salut la prière;

le compt fait raison & valbuee,

par avant humble oncques ne fut si fiere.

 

Giorno che sarà dalla Regina* salutata

il giorno dopo il saluto la preghiera;

il conto fatto ragione e valutata,

precedentemente, un umile mai fu così fiero.

 

Tentiamo di interpretare questi testi a cominciare dal secondo.

Accettando la traduzione (di Mirella Corvaja) di Royne con «Regina» (e non, per esempio, con l’ assonantissimo nome della città francese di Rouen), il primo verso della quartina X, 19 andrebbe letto:

1) Giorno che sarà dalla Regina salutata: Il giorno che sarà caratterizzato, segnato, dalla Regina = la Vergine Maria, Regina del cielo e Regina degli Apostoli, salutata dall’ arcangelo Gabriele nell’ Annunciazione (con la celebre frase tradotta in latino con «Ave, Maria»). Si tratta dunque di un giorno legato alla Madonna.

2) Giorno che sarà segnato dalla Regina salvata: qui la parola francese saluee è letta come salvée, salvata, con una interpretazione che considera la U di saluee come lettera V, che veniva scritta spesso con il carattere U almeno fino alla metà del Seicento, così da supporre che il verbo salvare (sauver) si potesse scrivere anche salver all’ epoca di Nostradamus. Ne risulta: Il giorno che sarà dalla Regina salvata = Il giorno che sarà segnato dalla Vergine Maria, Regina del Cielo // Regina degli Apostoli, salvata dal peccato originale secondo il dogma dell’ Immacolata Concezione (rivelato da Lei stessa a Bernadette Soubirous nelle apparizioni di Lourdes nel 1858, e successivamente accolto ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma elaborato in ambito francescano già dal XIV secolo almeno).

Con il riferimento a Lourdes, entra in campo l’ eventuale secondo soggetto (Bernadette), sebbene nella quartina possa essere del tutto sottinteso; il verso può allora essere letto anche così:

1) Giorno che (Bernadette) sarà dalla Regina salutata = Il giorno in cui Bernadette sarà salutata dalla Vergine Maria Regina del Cielo // Regina degli Apostoli;

2) Giorno che (Bernadette) sarà dalla Regina salvata salutata = Il giorno in cui Bernadette sarà salutata dalla Vergine Maria Regina del Cielo // Regina degli Apostoli salvata dal peccato originale;

3) Giorno che (Bernadette) sarà dalla Regina salutata // salvata // salutata = Il giorno in cui Bernadette sarà salutata dalla Vergine Maria Regina del Cielo // Regina degli Apostoli salvata dal peccato originale, salutata dall’ arcangelo Gabriele.

Nel 1858 le apparizioni di Lourdes avvennero proprio a partire dall’ 11 di febbraio, esattamente la stessa data in cui Benedetto XVI ha ufficialmente annunciato le proprie imminenti dimissioni dal soglio petrino.

L’ interpretazione del secondo verso ci permette di precisare meglio questa data: Il giorno dopo il saluto la preghiera. L’ 11 febbraio 2013 è stato infatti un lunedì, quindi il giorno dopo la domenica, in cui si recita l’ Angelus, preghiera che riguarda proprio il saluto dell’ arcangelo Gabriele a Maria, con cui inizia l’ Annunciazione. Qui si preciserebbe perciò che il giorno segnato dalla Regina (Maria) salvata (dal peccato originale) salutata (dall’ arcangelo) di cui Nostradamus ha parlato nel primo verso della quartina sarebbe proprio il giorno successivo a quello della preghiera dell’ Angelus, dunque un lunedì. Inoltre il lunedì prende nome dalla Luna, che a sua volta è un simbolo di Maria (a partire da una delle interpretazioni di Apocalisse XII, 1): un altro elemento mariano che segna il giorno in questione.

Quanto detto fin qui sembra inequivocabile: si tratta di un lunedì segnato da un legame con la Madonna e successivo al giorno in cui si recita l’ Angelus (domenica). Tuttavia, poiché non sappiamo se Nostradamus abbia previsto, tra gli avvenimenti descritti nelle Centurie, anche le apparizioni di Lourdes, potemmo anche escludere il riferimento a Bernadette come soggetto sottinteso del verbo salutata senza che il preciso riferimento al giorno come giorno seguente a quello segnato dalla Regina (del Cielo // degli Apostoli) salutata (dall’ arcangelo) e salvata (dal peccato originale), cioè il giorno in cui si recita l’ Angelus, subisca alcuna distorsione.

La quartina prosegue con:

Il conto fatto, ragione e valutata,

Precedentemente, un umile mai fu così fiero.

Le parole di Benedetto XVI e i commenti che ne sono seguiti si adeguano perfettamente a questa descrizione: il conto, cioè l’ esame, del proprio operato e delle proprie risorse, fatto dal papa con ragione, e ragione valutata… Corvaja traduce valbuee con valuta (senza peraltro che si comprenda se intenda vàluta o valùta), ma sembra assai meglio tradurre con valutata, dato che la parola francese valbuee è in realtà probabilmente valhuee, con la H minuscola scambiata per una B minuscola a causa dello spessore dell’ impronta di stampa tipica dei testi antichi; verosimilmente il termine potrebbe anche essere evalhuee, «valutata» appunto, con la E iniziale (con cui anche oggi, caduta la H all’ interno, inizia il verbo francese évaluer, «valutare») che Nostradamus avrebbe separato allo scopo di rendere il testo ancora più nebuloso.

La quartina termina, coerentemente nella nostra lettura, appunto con ciò che è stato sottolineato dopo l’ annuncio del papa: prima di lui, mai un pontefice si era dimostrato così umile, e allo stesso tempo così risoluto, nel voler affidare a forze più salde il timone della Chiesa cattolica.

Veniamo alla quartina 19 della Centuria X:

Il vecchio Monarca scacciato dal suo regno

agli Orienti* andrà chiedendo il suo soccorso;

per paura delle croci piegherà la sua insegna,

in Mitilene andrà per porto e per terra.

Vediamo subito che papa Ratzinger, capo supremo della Chiesa di Roma e sovrano della Città del Vaticano, è a tutti gli effetti un anziano monarca, che sta per lasciare il suo regno; «scacciato» si potrebbe intendere come allontanato suo malgrado in quanto contrastato da una parte dell’ opinione pubblica o da alcune fazioni all’ interno dell’ apparato istituzionale della Chiesa romana, senza contare i recenti scandali interni come la fuga di documenti che ha coinvolto il personale domestico del papa nella persona del suo maggiordomo, i gravi casi di preti pedofili coperti dai loro vescovi e le presunte rivalità di potere tra alcuni cardinali e monsignori.

Il secondo verso contiene il termine Oreients, che Corvaja traduce con Orienti, che indica qualcuno presso cui il papa andrà chiedendo soccorso. Se pensiamo che Benedetto XVI ha fatto sapere che, una volta lasciata la Cattedra di san Pietro, si ritirerà in un monastero di clausura femminile all’ interno delle mura vaticane, la parola Orienti potrebbe rimandare alla circostanza storica che vide la nascita dell’ eremitismo e del monachesimo cenobitico, nel III e IV secolo, proprio in Medio Oriente e in Egitto (si pensi agli stiliti e ai monaci della Tebaide seguaci di sant’ Antonio abate). Potremmo pensare anche che il termine possa significare anche Orecchianti, una contrazione del termine ipotetico Oreillants (da oreille, «orecchia»), termine la cui pronuncia sarebbe molto simile proprio a quella di Oreients, dato che i religiosi contemplativi ascoltano (nel leggerla e nell’ ascoltarla letta dal monaco a ciò preposto secondo il calendario religioso della propria regola) e perciò, potremmo dire con una espressione un po’ particolare, pregano con le orecchie. In ultimo si potrebbe pensare anche alla parola latina Orantes, coloro che pregano, che è simile sia a Orienti sia a Orecchianti (Oreillants) ed esprime ancora il carattere di religiosi contemplativi che contraddistingue coloro i quali saranno cercati dal papa come soccorso e ricovero. La prima parte della quartina è dunque chiara: L’ anziano monarca (del Vaticano, il papa) impossibilitato a regnare, lascerà il regno e chiederà soccorso a coloro che pregano in contemplazione.

Il terzo verso è di più facile interpretazione: per paura delle croci, cioè dell’ aggravarsi dei dolori (fisici, dovuti all’ età; morali, dovuti all’ ambiente non proprio limpido che gli ruota intorno e a cui si è accennato; spirituali, dovuti al peso della sua altissima funzione), piegherà la sua insegna, cioè abbandonerà il potere papale e i suoi simboli.

L’ ultimo verso appare più complicato: In Mitilene andrà per mare (porto) e per terra. Sembra che non si possa collegare in alcun modo ai precedenti tre versi della profezia: Mitilene è la città capoluogo dell’ isola di Lesbo, celebre per la poesia greca (un nome per tutti, Saffo), che appunto non ha nulla a che fare con un monastero di clausura in cui il papa sta per ritirarsi; inoltre Benedetto XVI qui si dedicherà alla preghiera e agli studi teologici, non alla poesia greca. L’ unico modo per cercarne una spiegazione è tentare un anagramma di Mytilene nella frase francese En Mytilene ira:

E  N     M  Y  T  I  L  E  N  E     I  R  A

****** ↑   ↑   ↑  ↑  ↑  ↑

****** 3   2   5  4  1  6

 

Riordinando le lettere numerate in ordine crescente otteniamo: En Lymitene ira. Separando ora le due ultime lettere di Lymitene (NE) otteniamo: En Lymite ne ira par port & par terre = Nel Limite, non andrà per mare (porto) e per terra. Nei limiti in cui si troverà – i limiti fisici, ma anche i limiti della clausura in cui ha voluto ritirarsi, nonché i limiti dello Stato Vaticano, cioè i confini (in latino limites) dello Stato Vaticano, che è intenzionato a non varcare più – il vecchio monarca della Chiesa non viaggerà più per i mari e le terre del mondo, come aveva accettato di fare mentre era pontefice.

Riassumendo le due quartine di Nostradamus:

(X, 19) Il giorno seguente alla preghiera del saluto (l’ Angelus) alla Regina (la Vergine Maria) salutata (dall’ arcangelo) // salvata (dal peccato originale; dogma dell’ Immacolata Concezione), il conto fatto con ragione valutata; mai prima un umile fu anche così risoluto:

(III, 47) l’ anziano Monarca (il papa) costretto a lasciare il suo regno, chiederà ricovero agli Oranti; per paura dei dolori rinuncerà all’ insegna (papale); in questi limiti non andrà (più) per mari e per terre.

Una descrizione abbastanza appropriata del singolare avvenimento che si è verificato nella Chiesa cattolica e che ha aperto una prospettiva inedita nella storia della Chiesa di Roma, a quasi due millenni dall’ istituzione del Ministero petrino.

 

P. F.

 

*Mirella Corvaja, Le profezie di Nostradamus. Cosa ci riserba il futuro, Milano, Giovanni De Vecchi, 1981.

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